Un diffile rapporto tra una madre e un figlio che si sente poco amato e troppo sensibile per non riuscire a rimproverarla per la sua mancanza di affetto. Solo l'epilogo gli farà conoscere il motivo dell'aridità, direi dell'impossibilità materna di trasmettere amore. Un racconto sofferto, senza grandi sbavature che l'uso della prima persona rende ancor più incisivo.
A me è piaciuto e sono curioso di vedere se l'autore si cimenterà in futuro con un romanzo dove gli aspetti autobiografici siano marginali o del tutto assenti.
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10/09/2010
Un racconto lungo davvero ben scritto. Uno di quei libri che ci parla e ci rimette in contatto con noi stessi.
Bravo al "maturo" autore esordiente! Aspettiamo altri romanzi.
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10/09/2010
Non ho mai interrotto la lettura perchè l'emozione del momento non fosse distratta da eventi esterni. Il risultato è stata "una famelica necessità di arrivare alla fine per...", non ha importanza cosa si vuole capire o sapere, conta l'emozione che una narrazione ti riesce a trasmettere. Questo piccolo ma prezioso libro, ne trasmette a piene mani.
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10/09/2010
Un figlio,un'anziana madre malata incurabile,la sofferenza e la morte, il tempo dei ricordi e quello presente, troppo breve per ricomporre un rapporto difficile. Su questi elementi l'autore conduce una narrazione che si svela solo in fondo, quando complesse quanto umane riflessioni del cuore suggellano il romanzo che si snoda tra passato e presente. Il passato riemerge attraverso significativi oggetti della quotidianità vissuta e alcune figure dell'affettività familiare, ricomposto dall'autore attraverso eloquenti frammenti di vita, sfondo portante intorno alla figura della madre. Ma è nella situazione del presente, occupata interamente dall'imminente epilogo, che, ancora una volta, saranno evidenti le distanze consolidate. Solo uno strappo nel temo saprà in parte riscattarle.
La complessità del tema dei rapporti umani più profondi, è stemperata nella narrazione pulita e scevra: la prosa è asciutta, distaccata e rende al meglio il dolore oscuro della ricerca di una relazione affettiva più coinvolgente.
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10/09/2010
Chi scrive mette in campo l'esperienza dolorosa della morte della madre,trovando il coraggio di affrontarla, dandone valore letterario. Affronta la propria infanzia con una capacità di osservazione/memoria non comune, dando valore e risalto alle piccole cose(colori, sapori,oggetti) e riuscendo a non scadere nella retorica. Concordo con quanto scrive hans Tuzzi nell?efficace Nota Introduttiva: "pagine asciutte e affilate, come una resa dei conti autobiografica che se pur lo è, lo è in misura così profonda da poter parlare, distillata e impietosa, a tutti noi
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10/09/2010