Charles, detto Chuck, ha diverse ossessioni, fisse, riti, manie, che lui chiama “routine” o “le sue cose”. Questi riti e manie consistono ad esempio nel controllare più e più volte le piastre elettriche della cucina, girare sempre 14 volte il lucchetto del suo armadietto a scuola, andare in bagno diverse volte prima di andare a dormire, abbinare il colore di Converse all' umore del giorno, oltre all' ossessione della simmetria, dell' ordine, della pulizia e tante altre cose assurde. In particolare la mania di lavarsi le mani di continuo lo spinge a cercare informazioni su Wikipedia. In questo modo si rende conto di soffrire di un disturbo ossessivo-compulsivo.
Così i suoi genitori decidono di mandarlo da una psichiatra. Grazie a questo, ma soprattutto grazie all' arrivo di Amy, una nuova ragazza che attira subito la sua attenzione, le cose iniziano a cambiare.
Chuck cercherà di guarire per lei, ma scoprirà che la cosa fondamentale è riuscire a guarire per se stesso.
Il modo di narrare è molto “moderno”, anche per l' uso di termini “giovani”. In genere queste cose mi innervosiscono abbastanza, ma in questo caso non mi è sembrata una cosa forzata, fatta apposta, anzi, mi è parsa molto naturale e anche logica all' interno del contesto.
Invece mi ha stupito il fatto che ci siano anche alcuni riferimenti che tanto moderni non sono. Cioè, penso sia un po' strano che un diciassettenne di adesso sappia dell' esistenza di cose come “Bayside school” o “Tron”. A me comunque, che sono più grandicella, questi riferimenti in particolare hanno fatto piacere. Quando ho letto “Tron” non ci potevo credere, ho dovuto rileggere la frase più e più volte! (Anche se io sono più fissata con “Tron Legacy”, che quello sì, è molto recente, piuttosto che con “Tron”).
Io di sicuro non sono ai livelli di Chuck, ma qualche ossessioncina assurda del genere che ha lui ce l' ho pure io, e forse ce l' hanno un po' tutti, quindi mi ci sono molto ritrovata in questo libro. È stato un tantino preoccupante, ma anche divertente. Allo stesso tempo è un romanzo molto dolce, in fondo positivo ed emozionante, cosa che non mi aspettavo. È carinissimo e piacevolissimo, fa provare svariate emozioni a seconda del particolare momento che Chuck sta vivendo.
Posted on
12/04/2012
Nonostante lo sconcerto iniziale (voglio dire, inizia con il conteggio delle seghe che si è fatto in un anno XD) il libro mi è piaciuto molto: un anomalo coming of age, vissuto da un diciassettenne attraverso la volontà di sconfiggere le proprie manie ossessivo-compulsive per riconquistare la ragazza dei suoi sogni, miracolosamente materializzatasi a lezione di matematica a metà anno scolastico, e il suo migliore (unico) amico, tradito dalla vigliaccheria e dall'egocentrismo di Chuck.
Quel che mi ha piacevolmente stupito è stato l'approccio al disagio psicologico: si mostra senza falsi pudori la necessità dell'intervento di un terapeuta, e senza pudori la necessità a volte coincidente di prendere medicinali come mezzo per spianare la strada a una terapia che solo i paziente può decidere e impegnarsi a praticare per sconfiggere i propri demoni - piccoli o grandi. Per sé, come capisce Chuck alla fine: nemmeno la ragazza più dolce del mondo o l'amico migliore possono essere il motivo per migliorare e guarire, per vivere in maniera più piena: è essere sé stessi al meglio il traguardo e insieme la spinta.
Posted on
06/04/2012