L'odore della felicità

by: Simonetta Mannino

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L'odore della felicità
Author: Simonetta Mannino

Publisher: Edizioni Esordienti E-book

List price: € 2.99

Deastore.com price (info) $ 3.18

Language: Italian Format: Electronic book text Mobipocket

Protection: none

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Publication date: 02 April 2012

ISBN 13: 9788866900368

Complete description

La felicità è soltanto una semplice e fugace sensazione sensoriale per Nina, la protagonista di questo racconto. In una fredda giornata di neve, assieme alla sorella Ornella, mentre aspetta che i vigili del fuoco entrino nella casa della madre, che da tre giorni non risponde al telefono, Nina rivive in flashback il suo passato. La madre, apparentemente affettuosa ma, in realtà, murata nel suo male di vivere e nella sua solitudine che cerca di compensare con il vino, la sorella Ornella, così pratica, concreta, e anche gelosa della sorellina, un padre che ha abbandonato la famiglia: questo è il mondo di affetti malati e incompleti di Nina, che la portano a sviluppare una sorta di masochismo che sfocia in episodi di autolesionismo, sia nell’infanzia, sia nell’età adulta. Appena maggiorenne, la protagonista lascia la fabbrica – ha anche tentato di studiare, ma non è riuscita a conciliare studio e lavoro – per esibirsi in un night e finisce per prostituirsi: vuole denaro, molto denaro, per regalare alla madre un’esistenza più agiata e, in qualche modo, forse, comperarne l’affetto, ma intanto continua ad autodistruggersi. Anche l’amore non è che illusione: di Nina, ovviamente, perché per gli uomini lei è soltanto una puttana. Il primo romanzo di Simona Mannino, nonostante l’argomento drammatico, è capace di regalare al lettore più esigente e attento momenti di autentico piacere per la bellezza della scrittura, per i personaggi non descritti, eppure vividamente visualizzabili, e per l’abilità nell’uso di foreshadowing e metafore: la penna d’argento con cui Nina firma il contratto per lavorare al night è come una lama, la firma che traccia è come una ferita, immagine che annuncia l’ambivalenza della scelta della ragazza; i canarini morti nella gabbietta, in casa della madre, ricordano altri due piccoli e morbidi batuffoli gialli, le scarpine di lana con le quali Nina vuole annunciare a Cristian, l’uomo che si illude di amare, la sua gioia di essere incinta, gioia che si spegnerà subito in una scena di violenza che culmina in un aborto. La narrazione fluida coinvolge il lettore e lo trascina in un mondo di simboli, di colori, di luci, di odori e sensazioni attraverso i quali la lettura si fa esperienza e strumento di conoscenza, e allora ci interroghiamo: il viaggio della vita, dove porta? Alla fine del racconto, Nina darà la sua risposta: così privata, così personale, così finitamente umana. Top page

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Publisher & Imprint: Edizioni Esordienti E-book

Record updated at: 22 April, 2013 time: 12:52

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  1. made_by ( 21 April 2012 )

    5 / 5

    Libro incredibilmente triste, non lascia adito a nessuna possibile speranza. Non è possibile immaginare come il libro finirà, ma fin dalla prima pagina capiamo che, in un modo o nell'altro, il libro inizia male, avrà un proseguo non positivo e finirà in un modo incredibilmente negativo. Basterà leggere poche righe per riuscire a respirare un'incredibile sensazione di agonia, ma sono convinto che si tratti di un pregio, di una precisa intenzione dell'autrice. Un libro duro, intenso, soffocante. Fin dalla prima pagina esprime un dolore ed una sofferenza che non si spegneranno mai, non molleranno il lettore fino alla fine. Mattia.
  2. made_by ( 07 April 2012 )

    5 / 5

    Protagonista della storia è la giovanissima Nina che, in un momento particolarmente drammatico del suo presente, comincia a ripercorrere l’intimo sentiero dei propri ricordi. Non è un percorso facile: un ambiente familiare difficoltoso, il rapporto con la sorella fatto per lo più di incomprensioni e un vivere quotidiano intriso di profonda e disperata solitudine. L’intreccio è lento e il suo dispiegarsi non ha nulla a che vedere col tempo e col passare dei giorni, quanto più con il sentire di Nina, con il mondo che nei suoi occhi confluisce e si disperde in emozioni, come l’acqua del mare che si assottiglia dopo che la forza iniziale dell’onda si ritira in fretta. Quella di Nina è una lotta alla ricerca di uno spazio per sé stessa nel mondo e negli affetti, lontano da un ambiente famigliare che nulla le ha insegnato in termini di amore. Tuttavia, l’indipendenza affettiva che cerca di ottenere andandosene è solo effimera: ballerina in un night club prima, ben presto prostituta, Nina vuole raccogliere denaro, tanto denaro da poter tornare dalla madre, totalmente chiusa nel proprio dolore, e offrirle in cambio una vita migliore, salvarla così da salvare, di riflesso, se stessa. Mentre la neve continua a scendere e ad imbiancare tutto, Nina continua a riportare i suoi ricordi, ed è come una voce della coscienza, che viene da dentro, lieve come la neve stessa. Forse è proprio questa dolcezza nella narrazione che fa risaltare ancor più la durezza della vita, in netto contrasto con lo stile e la pacatezza delle parole. Nonostante i temi forti, la lettura è resa estremamente godibile dalla grande forza espressiva e fluidità dello stile dell’autrice ed è un viaggio intenso, doloroso ma bellissimo, dove la felicità è solo un odore fugace … Alice De Carli Enrico
  3. made_by ( 07 April 2012 )

    5 / 5

    L’odore della felicità è il titolo di questo libro. La protagonista però questo odore lo sente molto poco, solo filtrato dai ricordi della sua infanzia, solo in occasioni particolari. Una storia familiare travagliata, una sorella ingombrante, una vita indipendente, fatta sì, di proprie scelte ma quasi obbligate. La storia di una ragazza particolare, al tempo stesso disinibita ma profondamente chiusa in se stessa si fa violenza per affrontare la violenza del mondo che la circonda. Per fuggire da una situazione triste si tuffa in una forse peggiore. La storia di una morte, quella della madre, raccontata inframezzandola a ricordi: da vita vissuta un po’ all’estremo, le necessità, la voglia di libertà, conquistata dalla famiglia e persa nel “lavoro”. Già perché la protagonista per quanto una brava ragazza si ritrova a fare prima la spogliarellista e poi la prostituta. Anche se dovrebbe essere più smaliziata è una ragazza semplice, per bene, e finisce con l’innamorarsi di un cliente che la sfrutta e poi… Lo stile in cui questa storia è scritta è un po’ inusuale, non è il solito stile narrativo, ha un che di poesia, a tratti un che molto grande. Certi passaggi sono delicatamente dolorosi, struggenti. Altri crudi e realistici. Il finale, amaro, non è scontato per quanto annunciato. Si può dire che ci sai tutta la poetica dell’amore e della morte, il dolore e la passione, a tratti l’alienazione del sé dal resto mondo. L’intensità del racconto richiede un certo spirito nella lettura. Andrea Leonelli
  4. made_by ( 07 April 2012 )

    5 / 5

    “L’odore della felicità” di Simonetta Mannino è un libro vero, crudo, duro, che sicuramente non lascia al lettore un sogno in cui viaggiare: Nina, giovane protagonista, racconta la sua vita a ritroso, partendo dall’attimo in cui, assieme alla sorella Ornella, attende davanti alla porta di casa in una giornata di neve, notizie riguardo alla madre. Un rapporto con la madre complesso, a causa della sua dipendenza dall’alcool e delle violenze subite dal marito, eppure sempre amorevole, costruito, nonostante le difficoltà, nei piccoli gesti quotidiani. Quelli che Nina ricorda della sua infanzia. Una madre che Nina vorrebbe salvare dalla sua stanchezza nei confronti della vita ma una madre che fondamentalmente comprende. Un senso di colpa che soffocherà Nina nei suoi giorni e nella sua esistenza, fino a un ricongiungimento totale, eppure troppo precoce. Nina è una giovane ragazza che sogna un futuro migliore per sé e per la famiglia: lo sogna con un’anima pura troppo presto macchiata dalla vita e dalle condizioni sempre più difficili e precarie in cui si imbatte. E forse proprio i sogni sono l’unica cosa che niente e nessuno potrà mai togliere a Nina, che guarda le nuvole in cielo e le onde nel mare e che, fino all’ultimo, a modo suo, sa volare. Un romanzo forte, dalle tinte quasi violente eppure così semplicemente vero, a ricordarci che l’esistenza umana va ben oltre la nostra quotidianità, quella a cui siamo abituati. Un romanzo “toccante” e profondo, dove le parole si trasformano necessariamente in emozione e condizione. Irma Panova Maino
  5. made_by ( 07 April 2012 )

    5 / 5

    E' un giorno di neve quello in cui Nina e sua sorella Ornella si ritrovano fuori casa della madre, preoccupate per lei che non risponde al telefono. E' un giorno di neve quello in cui Nina inizia a raccontare la sua storia: travagliata, dolorosa, cupa eppure cerchiata da un profondo rapporto d'amore con la madre. Una madre che, dopo aver subito gli abusi e le violenze da parte del marito, padre di Nina, stanca e sconsolata dalla vita, si rifugia nell'alcool e nei suoi sogni fatui. Una madre verso la quale Nina si sentirà sempre in colpa, perchè incapace ma anche impossibilitata nel salvarla e nel ridarle sul volto un sorriso ormai perso; una madre verso la quale Nina si rivolge in un'ultima straziante ma veritiera "lettera". Nina così giovane eppure già così consapevole di quanto la vita possa essere avversa; Nina che si rifugia nei suoi sogni e provando a realizzarli scopre strade sempre più buie; Nina che ritrova sua madre in quei sogni fatui e che, a suo modo, ogni giorno sa accarezzarla ed entrare in lei; Nina che butta in pasto agli avvoltoi la sua anima pura e, senza rendersene conto, non saprà più uscirne. Perchè a Nina basterebbe una carezza d'amore, sincera, fatta col cuore, ma la vita di Nina ha scelto per lei e certamente non vuole aiutarla. Un romanzo sincero, profondo e duro. Un romanzo che ti colpisce al petto, come un pugnale, e che ti stringe al collo quasi a soffocare. Probabilmente così si sentiva Nina, quotidianamente. Una ragazza, non ancora donna, ma che a fare la donna doveva obbligatoriamente giocare. Un romanzo che certamente non lascia indifferenti (per mio personale parere soprattutto delle lettrici femminili) e che racconta con una durezza a cui non siamo più abituati quella che, purtroppo, per molte persone nient'altro è che la vita di ogni giorno. Ecco, un romanzo non necessariamente deve far sognare o viaggiare: a volte deve toccare, segnare, lacerare. Un uso dell'italiano eccelso e uno stile narrativo invidiabile. Mi è rimasta una domanda chiusa in gola, Nina uno sguardo ti avrebbe potuta salvare? Adriana Pasetto

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