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La poesia di Vasco Rossi. Una interpretazione La poesia di Vasco Rossi. Una interpretazione
Attraverso brevi intensi capitoli, Malerba sviluppa un parallelo e un confronto fra la Weltanschauung del cantante di Zocca e la rivoluzione filosofica del pensatore tedesco, probabilmente il più poeta fra i filosofi e, per questo, così affine al “poeta”-Vasco. La lettura, gradevole, rapida, essenziale ma incisiva, permette di entrare nella visione della vita del cantante, a partire dall'unica certezza che abbiamo: la totale mancanza di certezze, il dominio del caso nella vita quotidiana e l’incessante divenire ciclico e contingente delle cose e del tempo che incessantemente ritorna. In questo mondo in continua, perpetua trasformazione, la conoscenza di sé è una mera illusione e il nostro io, con la sua azione libera, si scontra con le dinamiche opposte, la forza degli istinti e delle pulsioni che non riescono a essere conciliate in equilibrio con le scelte razionali e libere. In maniera estremamente laica, Vasco riprende la nietzscheana rivalutazione del corpo e delle sue esigenze, mostrando la forza dei sensi (e dei sentimenti) che mettono in crisi la ragione e ogni tentativo di controllare le proprie sensazioni. La visione che Malerba mostra di Vasco – in un lavoro di continuo e costante confronto con i testi di Nietzsche, accomunati dal comune uso di un linguaggio aforistico – è quella della consapevolezza contemporanea dell’assenza di senso e di logica di ogni realtà, una visione relativistica e finita che impone, con esistenziale ironia, di dare un senso a questa vita “anche se questa vita un senso non ce l’ha”. E il senso a questo mondo che è caduto nel nichilismo e che è andato “al di là del bene e del male” si trova soprattutto nell'arte e nel linguaggio poetico che consolano, comunicano anche ciò che non si riesce a esprimere con la ragione, mettono in contatto le persone che possono condividere «i nostri vissuti, i nostri disagi, le nostre ansie, frustrazioni e debolezze, e così le singolarità e diversità cedono ad un sentimento di unità e comunione. Sentiamo di appartenere ad un comune destino: l’evento fragile e transitorio del nostro stare al mondo.» (p. 64)

5 / 5

by Paolo

Posted today time: 09:56
Guida alla storia dal 900 a oggi Volume 3 Guida alla storia dal 900 a oggi Volume 3
anche se personalmente odio la storia.. bel libro

4 / 5

by Federica

Posted yesterday time: 16:04
La cospirazione degli illuminati La cospirazione degli illuminati
Lo stavo aspettando e l'ho già finito. Sono molto soddisfatta di questo libro e credo che per gli amanti della suspance e del thriller sia l'ideale. Sarebbe adatto anche per farne un film!

5 / 5

by Anna

Posted yesterday time: 11:12
Ogni angelo è tremendo Ogni angelo è tremendo
Rispetto agli altri libri della Tamaro, anche se in fondo autobiografico, mi ha deluso. L'ho trovato un pò angoscioso. Peccato.

2 / 5

by Anna

Posted yesterday time: 11:09
Pandemia Pandemia
Una vecchia storia rinnovata. Va subito detto che questo romanzo riprende due schemi ben conosciuti della letteratura fantastica di tensione: l'ultimo sopravvissuto e il contagio apocalittico. Neppure averli fusi é originale. Però l'autore ci mette di suo, come colla, un'interessante concezione mistico/panteistica del paranormale, che stabilisce un legame profondo tra epoche e culture diverse. Deliziosa la storia d'amore interazziale nell'ultima parte

3 / 5

by Rino

Posted on 20/05/2013 time: 16:03
Neogothic Neogothic
Un opera geniale con la O maiuscola!!! di un giovane autore!!! libro che ho letto tutto d'un fiato!!!!perché difficile da staccarsi dal leggerlo, ti assorbe nel animo la sua scrittura, lo consiglio vivamente !!! secondo me è il Libro dell'anno!!!!. l' ho acquistato al salone del libro di Torino.

5 / 5

by Roberto

Posted on 19/05/2013 time: 12:08
Gente del Ghana. Reportage di un medico in missione Gente del Ghana. Reportage di un medico in missione
un libro che avvince, istruisce,sgomenta, provoca, fa riflettere e soprattutto commuove...perchè noi esseri umani non apparteniamo a una nazione, ma siamo tutti abitanti dello stesso mondo e perciò non possiamo che commuoverci delle sofferenze di tutto il mondo... In virtù di ciò, Gente del Ghana merita di essere parte della "letteratura mondiale", che Auerbach auspicava, e della quale il mondo stesso ha bisogno.

5 / 5

by Irene

Posted on 18/05/2013 time: 21:04
Memorie di guerra. Diario e lettere di Francesco Borrello (1939-1946) Memorie di guerra. Diario e lettere di Francesco Borrello (1939-1946)
Il libro è un’interessante testimonianza della seconda guerra mondiale del sottotenente Francesco Borrello - raccolta e riordinata dal figlio Piero - costituita da un diario, lettere inviate al proprio zio sacerdote Don Vito Lecci, documenti e foto. L’opera, di grande pregio sia sotto il profilo storico che quello etico, offre al lettore non solo minuziose informazioni sulle atrocità della guerra, nei suoi poliedrici aspetti: morte, fame, solitudine, tragiche esperienze destinate a lasciare un segno indelebile nella memoria di chi legge, ma intende anche richiamare l’attenzione sulla necessità di rimanere sempre saldamente ancorati ai fondamentali principi morali, quali: la fede in Dio, la famiglia, l’affetto, l’amicizia, da cui trarre sostegno e speranza, proprio come fa il Borrello. Egli, infatti, forte della sana, intelligente educazione ricevuta e convintamente fatta propria, pur nelle situazioni più disperate mai si abbatte, ma sa uscirne indenne e vittorioso. Ne emerge quindi, oltre che una chiara e precisa cronistoria, anche la delineazione dell’interiorità dell’autore degli scritti, cioè di un uomo di alto spessore morale e professionale, di grande cultura e sorretto da fede incrollabile. Nel suo diario, corredato da atti e reperti fotografici, traspare tutta l’angoscia di chi è costretto ad assistere impotente a tante atrocità, ma anche una straordinaria forza d’animo che lo motivano a registrare gli eventi in un continuo dialogo con se stesso e con i grandi valori che gli infondevano coraggio e fiducia: gli affetti famigliari, l’amore in Dio, il servizio per il prossimo e per la sua Patria. Questa testimonianza, forte, preziosa, da custodire con cura e da trasmettere ai posteri, rievocando gli orrori della guerra e le sue immani sofferenze patite dai nostri eroi, fa riflettere sul caro prezzo da loro pagato per conquistare uno Stato unito, libero e indipendente, garante dei diritti di tutti i cittadini e che ripudia le odiose discriminazioni di ogni tipo.

5 / 5

by Piero

Posted on 18/05/2013 time: 13:19
UnidTest 2. Manuale di teoria-Glossario per professioni sanitarie. Manuale di teoria per i test di ammissione... Con software di simulazione UnidTest 2. Manuale di teoria-Glossario per professioni sanitarie. Manuale di teoria per i test di ammissione... Con software di simulazione
Molto completo. Chiaro nelle spiegazioni. Le figure e le tabelle aiutano molto. Lo consiglio.

5 / 5

by Maria

Posted on 16/05/2013 time: 17:21
12.000 quiz. Per i test d'ammissione a: medicina, odontoiatria, veterinaria. Con software di simulazione 12.000 quiz. Per i test d'ammissione a: medicina, odontoiatria, veterinaria. Con software di simulazione
Ho cercato il libro con + quiz e l'ho trovato. Sono a malapena un terzo. Utile

5 / 5

by Alfonso

Posted on 16/05/2013 time: 17:17
A che scuola giochiamo? Il modello benedettino per le scuole A che scuola giochiamo? Il modello benedettino per le scuole
Può la Regola benedettina essere modello utile per condurre la scuola fuori da quella pericolosa palude che alcuni hanno già definito “anarchia organizzata” o “struttura demotivante”? L’esperienza del santo di Norcia, patrono d’Europa, può indicare una via anche alla scuola di oggi, così come la suggerisce, secondo certi autori, alle aziende che stanno ripensando la loro organizzazione alla luce della Regola benedettina? Sono domande queste che contengono qualcosa di temerario, figuriamoci le risposte. Non è facile, infatti, mettere a confronto organizzazioni i cui fini, humus e orizzonte sono così differenti e, per certi diversi, lontani non solo nel tempo. Luigi Gaudio ci prova riprendendo una sua tesi di Master in Dirigenza Scolastica presso l’Università degli Studi di Bergamo. Non gli interessa, però, giustapporre due realtà che non possono essere sovrapposte: una comunità religiosa e una scuola. Lo afferma a chiare lettere: le due “società” nascono e si sviluppano con scopi e caratteristiche differenti. Gaudio cerca di verificare la possibilità di un apporto significativo del modello benedettino all’organizzazione delle scuole, oggi. Lo fa procedendo in forma di gioco: “Io ti elenco una serie di elementi che caratterizzano la Regola benedettina, e poi ti chiedo: ‘È vero o no che questi elementi potrebbero dare idee nuove, linfa vitale alla nostra scuola?’”. Rosario Mazzeo dalla prefazione a "A cha scuola giochiamo? " di Luigi Gaudio

5 / 5

by Luigi

Posted on 15/05/2013 time: 00:39
IQ IQ
Un giallo entusiasmante e avvincente, ricco di intrighi e sorprese mozzafiato che ti fanno divorare le pagine pur di conoscerne rapidamente la conclusione. Scorrevole, abbondantemente dettagliato e leggerissimo allo stesso tempo, par di essere protagonisti della scena insieme agli investigatori che ti trascinano d’un soffio fino all’ultima pagina. Un Deaver italiano, di gran lunga superiore a Grisham.
by Laura

Posted on 14/05/2013 time: 14:36
La mia vita davanti La mia vita davanti
Il punto della situazione --------------------------- Si arriva sempre a una certa età della vita in cui si rende necessario fare il punto della situazione, volgersi all’indietro cercando ciò che di positivo e di negativo c’è stato, insomma un bilancio della vita che serve poi per poter guardare in avanti, cercando magari di dare una svolta alla propria esistenza. Normalmente ciò accade quando si è un po’ avanti negli anni, quando si è nell’autunno della propria vita; più raro è che capiti prima, nel corso di quella primavera che è la gioventù e che ci illudiamo possa essere eterna. E’ questo il caso di Silvia Verdoliva che con La mia vita davanti ripercorre il suo cammino nell’arco dei primi trent’anni, un periodo certamente non lungo, ma a ben guardare denso di avvenimenti e su cui tornare poeticamente ha il significato di ravvivare un passato per dare slancio al futuro. E così è un fluire di sensazioni, di osservazioni che inconsapevolmente, in quanto esperienza, hanno condotto Silvia Verdoliva, attraverso un mare a volte tempestoso, altre più calmo e amico, all’attuale approdo, ma non punto d’arrivo, bensì di partenza per una nuova navigazione su altre basi e verso mete nuove. E’ una poesia intimistica, non di rado metaforica, ma non per questo poco comprensibile, è una voce che s’alza lieve e che a lungo, con la sua eco, resta, avvolge, chiede solo d’essere ascoltata. Ed è la memoria una sorta di rimpianto per un mondo perduto e che mai ritornerà, e allora il ricordo si colora, si anima, a rincuorare, a svelenire la malinconia, come in Voglio tornare a casa, dedicata alla nonna (Voglio tornare a casa, / Lì dove il gioco è pulito di fango / ed il riso / sa ancora di terra. / Voglio tornare a casa. / L’ la strada ha il sapore del pane / e l’acqua… vien giù sì, ma sa ancora di mare. /…), una felice scelta creativa che offre efficacemente l’immagine di quello che era un rifugio sicuro. Ci sono poi le stagioni, mitizzate, come un periodo in cui queste erano vissute come sogno, oppure è oggi che sono ricordate come in sogno (Da L’estate altrove - …/ Pur a volte / Mi pare / Di capire / Che presto tornerà, / Con suoi fuochi e paglie / Col mio mare assente / Di barche / E di presagi. /….). E così, fra le difficoltà di una vita, la perdita di un amore che si credeva eterno, Silvia ripercorre il passato, esamina, scruta, ma soprattutto si rende conto di come il suo futuro non possa che essere basato sull’Amore, l’unico autentico sentimento che consente di vivere. Questa silloge, scritta in versi liberi, è nel complesso ben strutturata, frutto anche di un’analisi attenta dello stile di poeti affermati, e porta alla luce una voce nuova, il cui talento è suscettibile di futuri sviluppi, che mi portano a dire che sentiremo ancora parlare di Silvia Verdoliva, il cui esordio sulla carta stampata è senz’altro positivo e confortante.

4 / 5

by Renzo

Posted on 14/05/2013 time: 06:36
Surgical Anatomy of the Face: Slide Set Surgical Anatomy of the Face: Slide Set
My works!

1 / 5

by Emma

Posted on 09/05/2013 time: 21:59
White Thirst White Thirst
5.0 out of 5 stars Amazing Tale of Determination May 3, 2013 By Trish Parker Even after having read White Thirst, which is a true accounting of the author's experiences, it's hard to imagine how someone could actually go through what he did and still come out on top of things. The author and his friend, Bastian, go through hell and back to escape the tyrannical regime of the Iron Curtain. The locations are constantly changing as the author takes us from Romania to Italy, but the action, desperation, and determination never change. It's people like Mr. Anka and his experiences that make my own daily problems seem inconsequential and not so bad, and therefore, easier to deal with. Hats off to you Mr. Anka. Thank you for persevering when all seemed hopeless and bringing us your wonderful story. ======================================================================================= 5.0 out of 5 stars Great Historical Story May 1, 2013 By Richard Harris White Thirst is a wonderfully written historical novel based on the real life experiences of the author. The story takes place under the Communist Russian reign of Europe in 1979. The two main characters of the story, Bastian and Michael (the Author), take the reader on an amazing journey as they make their way across Europe by any means they can in an attempt to escape the cruel and relentless Iron Curtain. Each location, from the city streets of Timisoara, Romania, to the muddy fields of the Czechoslovakia border, to the ancient and graceful lands of Italy, is brought to life as the author paints wonderful pictures that come alive in the reader's mind. The feeling of zipping through the streets on a motorcycle, or running through the brush and trees in fear of one's life is enhanced by the descriptive ability of Mr. Anka. There is plenty of action as well. In fact, the book starts right away with a gripping chase through city streets as Bastian begins his encounters with the people he wants nothing more than to be away from. It doesn't let off there. The action continues throughout the book, keeping the reader engaged and interested; turning pages long past bed time. And just when they think they have arrived at their sanctuary, trouble finds them again forcing them to abandon what they had thought was going to be salvation.

5 / 5

by Mike

Posted on 08/05/2013 time: 14:30
Il fumo di Satana. Riflessioni su un gesto fondante del cristianesimo Il fumo di Satana. Riflessioni su un gesto fondante del cristianesimo
Questo libro rappresenta un validissimo aiuto per tutti quei credenti che hanno capito che il gesto giusto dinanzi a Gesù Eucarestia è l'inginocchiarsi (cioè adorarLo) e anche per tutti quegli altri fedeli che desiderano compiere tale gesto, ma non lo hanno mai fatto, o perchè ostacolati o perchè derisi. Dunque, sia per gli uni che per gli altri, il presente testo fornirà loro tutti quegli appoggi scritturistici e quelle conferme magisteriali per poter realizzare consapevolmente una così lodevole aspirazione. Quando riceveranno Gesù in ginocchio, sarà Lui stesso a ricolmare di grazie il fedele che in questo modo vuole testimoniarGli tutto il suo amore e la sua adorazione. Solo allora questo libro assolverà al compito per cui è stato scritto.

5 / 5

by Pilar

Posted on 01/05/2013 time: 10:19
La volpe, la maschera e... altre favole di Fedro La volpe, la maschera e... altre favole di Fedro
Le Fabulae ri-raccontate --------------------------- È un eccellente lavoro questo di Lorenzo Montanari, in quanto riporta all’attenzione, non solo dei bambini, ma anche degli adulti, le famose Fabulae di Caio Giulio Fedro, vissuto fra la fine dell’ultimo secolo a.C. e la metà del primo secolo d.C., epoca quindi particolare che vide imperatori quali Augusto e Tiberio. Non tutto ci è pervenuto della produzione di questo favolista, che trae ispirazione dal grande Esopo, ma con una più completa proprietà letteraria, raccontando con versi senari, senza tuttavia perdere di vista la semplicità dello stile volto a dare immediatezza al concetto esposto. Montanari, che è un bravo traduttore dal latino (ricordo al riguardo La guerra gallica e La guerra civile, di Giulio Cesare, già oggetto di mie recensioni), nel proporci le favole di Fedro, ce le ri-racconta con un linguaggio più adatto ai giorni nostri e anche con un adattamento più idoneo per essere comprese nel loro effettivo significato dai bambini. Il ricorso alla metafora è d’obbligo e Fedro qui eccelle nel porgerci le sue creazioni, a volte brevissime, ma sempre precedute o seguite da sue riflessioni, che si concretizzano in un rapido giudizio morale. I difetti degli uomini sono quasi sempre portati alla luce da animali, scelti non a caso in base alle loro caratteristiche che ben si adattano alla vicenda, e se le bestie-personaggi fanno sorridere, è però altrettanto vero che riconoscere nel loro comportamento eventuali nostri difetti ci induce maggiormente a meditare, magari a una riflessione volta, almeno nelle intenzioni, a sanarli. Comunque, credo che più delle mie parole valga l’esempio e allora di seguito ne riporto una, breve e famosa: La montagna partorisce un topolino: “ Una montagna stava per partorire e, per questo, lanciava grida altissime. Giù, sulle pianure, l’attesa era febbrile. Ma dopo tanti lamenti, urla, tremiti della terra…alla fine, venne fuori solo un allegro topolino. Tutto qui! Questa favoletta l’ho scritta per tutti quegli uomini che, pur facendo un gran baccano con urla e minacce, non cavano fuori un bel niente dal loro assurdo e prepotente mettersi in mostra.” Come avrete capito l’intento didascalico è precipuo, ma non è sterile insegnamento, bensì è finalizzato a un piacevole apprendimento che nell’antica Roma non era riservato solo ai bimbi, ma soprattutto agli adulti. Visti i tempi che corrono credo proprio che anche questo libro debba essere letto da non pochi uomini, soprattutto quelli che reggono le sorti del paese, nella speranza che un’improvvisa, quanto mai necessaria illuminazione, li faccia ravvedere. In ogni caso la lettura non potrà che risultare piacevole e senz’altro educativa, a conferma dell’antico concetto secondo il quale ciò che si studia con divertimento si apprende meglio.

5 / 5

by Renzo

Posted on 30/04/2013 time: 19:46
Il trono d'oro Il trono d'oro
La riunificazione di due Principati ------------------------------------- “ Non basta gridare contro le tenebre, bisogna accendere una luce.” (S.Nilo) Marco Salvador, dopo tre romanzi storici, tutti editi da Piemme (La palude degli eroi, L’erede degli Dei e Il sentiero dell’onore), in cui ha narrato splendidamente della dinastia con capostipite Ezzelino da Romano, con questo libro ritorna ai suoi Longobardi, di cui ha scritto una riuscitissima e apprezzata trilogia, pure pubblicata da Piemme (Il Longobardo, La vendetta del Longobardo, L’ultimo Longobardo). Appare quindi evidente che lo scrittore pordenonese ha una spiccata preferenza per questo popolo di origine germanica che, fra il VI e l’VIII secolo occupò gran parte dell’Italia fino a quando non fu sconfitto da Carlo Magno che finì con il porre fine al loro dominio, almeno nell’Italia settentrionale, perché in quella meridionale, in quella che fu chiamata la Langobardia Minor, restarono indipendenti il Principato di Salerno e quello di Capua. In Il trono d’oro si narra appunto di questi due stati longobardi e della loro riunificazione nell’unico signore Pandolfo Capodiferro. La vicenda di per sé sarebbe intricata, fra guerre con i bizantini, tradimenti, colpi di mano e se raccontata in prima persona da Pandolfo, principe di Capua, potrebbe forse risultare meno interessante, ma Salvador ha avuto un’idea felicissima, inventando un personaggio, Teofilo, greco di Palermo fuggito dagli arabi per non essere giustiziato, salvato dai longobardi e che in breve diventerà un consigliere onesto e fidato e che tanto contribuirà con la sua opera alla riunificazione. Tuttavia, il predetto Teofilo non è un personaggio di comodo, non è solo un artificio per narrare la storia, perché - e qui è tanto il merito dell’autore pordenonese - assume una veste propria nel non breve passaggio dalla condizione di fuggiasco a quella di elemento di spicco della corte di Capua, in un processo di maturazione e di formazione che finisce con il diventare un’altra storia nella storia. La mano di Salvador non è mai greve, ma segue passo passo la sua creatura, di cui svela poco a poco i tanti pregi e i pochi difetti, e in questa ascesa sociale è costante la presenza di una virtù a cui Salvador, a ragione, tiene tanto: l’onore. E non è un onore retorico, è l’impegno con tutte le proprie forze per mantener fede alla parola data, per mai venir meno, costi quel che costi, a un’onestà intellettuale che si sposa con una ferma coerenza. Teofilo ha questa virtù e saprà sempre dimostrarla, anche in un gioco complesso e pericoloso quale è il tentativo di riunire due stati sotto un unico scettro. Scritto, come al solito, in un italiano più che corretto, con una perfetta definizione dei personaggi e con un’ambientazione in cui volentieri ci si immerge, Il trono d’oro è un romanzo a dir poco stupendo.

5 / 5

by Renzo

Posted on 30/04/2013 time: 19:45
Bianca come il latte, rossa come il sangue Bianca come il latte, rossa come il sangue
Personalmente, è un po' sopravvalutato. Un romanzo di formazione come ce ne sono molti migliori. La copertina è bella ma la spesa non vale la pena.

1 / 5

by Anna

Posted on 30/04/2013 time: 19:38
Sconsacrato. Carnivia trilogy Sconsacrato. Carnivia trilogy
Solitamente sono molto attenta a non cadere in tranelli tipo "il thriller dell'anno" o roba del genere. Devo dire che stavolta non mi hanno deluso. Tutto inizia con il ritrovamento, nel Canal Grande di Venezia, del cadavere di una suora vestita di abito talare. Un abominio che dà inizio a una storia degna di Stieg Larsson. Lo consiglio vivamente a chi ama il genere.

5 / 5

by Anna

Posted on 30/04/2013 time: 19:35
Venuto al mondo Venuto al mondo
Mi ero innamorata di Non ti muovere, ma questo libro non so non è mai partito. Mi è piaciuto molto mento. Mi spiace ma non lo consiglio.

2 / 5

by Anna

Posted on 30/04/2013 time: 19:26
ZeroZeroZero ZeroZeroZero
Ho letto un po' di pagine e l'ho trovato lento, faticoso. Mi spiace ma credo che all'autore si sia sostituito il personaggio. Non lo consiglio.

1 / 5

by Anna

Posted on 30/04/2013 time: 19:24
Bugie estatiche Bugie estatiche
www.farruggioluca.altervista.org

5 / 5

by Luca

Posted on 30/04/2013 time: 12:21
La scomparsa Colmapotra ovvero l'irresistibile volontà di indagare La scomparsa Colmapotra ovvero l'irresistibile volontà di indagare
www.farruggioluca.altervista.org

5 / 5

by Luca

Posted on 30/04/2013 time: 12:21
Gesù al bar Gesù al bar
www.farruggioluca.altervista.org

5 / 5

by Luca

Posted on 30/04/2013 time: 12:21
A cuore puro (nonostante tutto) A cuore puro (nonostante tutto)
www.farruggioluca.altervista.org

5 / 5

by Luca

Posted on 30/04/2013 time: 12:20
Una chiesetta diruta un fanciullo Una chiesetta diruta un fanciullo
La Chiesetta diruta, un Fanciullo I Edizione. E' la storia vera e documentata di quanto avvenne 150 anni fa nella campagna fra Spoleto e Montefalco, proprio negli stessi giorni che l'Umbria veniva annessa al Regno d'Italia.La Madonna prese forma vivente da un affresco del '500 ed apparve a due giovani pastorelli: Enrico e Rosina.Le apparizioni si ripeterono dall'autunno del 1861 alla primavera inoltrata del 1862.L'affresco, ancora ben visibile, doveva essere stato dipinto nell'abside di quella che era stata una cappella di campagna, ormai ridotta ad un rudere ricoperto di spinaglie. Fra quel rudere la Madonna apparve a Federico Cionchi, di cinque anni, conosciuto poi come Fratel Righetto. In quel luogo avvero diversi miracoli, furono concesse intercessioni e grazie.In poco tempo sorse un santuario fra i più belli d'Italia e divenne meta di pellegrinaggi e ricorrenze religiose. Dopo 150 anni le manifestazioni di fede e devozione sono sempre più vive e numerose. testimoniate da tanti ex-voto.E per Righetto è stato tenuto a Treviso un processo diocesano di beatificazione. Paagg. 125, 4/colori brossure settembre 2012.

4 / 5

by Giuseppe

Posted on 27/04/2013 time: 22:35
Lu, la mia vita col diabete 1 Lu, la mia vita col diabete 1
Bel libro...di solito i libri che parlano di malattie non sono così coinvolgenti...se scritti con questa lucidità... Mi è piaciuto così tanto che me lo sarei letto in un giorno..ma ho resistito per gustarmelo piano piano...capitolo per capitolo...e alla fine un nodo in gola...le tue parole Lu entrano dentro...e iniziano a scorrere nel quotidiano...come una nuova consapevolezza. Lo consiglierei a tutti i diabetici 1... a tutti quelli che gli stanno accanto....e che continuano a non conoscerlo.. davvero

5 / 5

by Claudia

Posted on 25/04/2013 time: 09:53
Manuale del rivoluzionario Manuale del rivoluzionario
L’unica prevedibilità era l’imprevedibilità --------------------------- Ritengo opportuno da subito chiarire un legittimo dubbio e cioè se effettivamente Gabriele D’Annunzio abbia scritto questo Manuale del Rivoluzionario. Non lo fece e quindi il lavoro del curatore Emiliano Cannone è consistito nel raccogliere articoli, passaggi di opere dannunziane, discorsi dello stesso, raccordandoli al fine di dimostrare un innato spirito rivoluzionario che caratterizzò negli scritti e nei comportamenti il poeta pescarese. Si è trattato, indubbiamente, di una fatica improba per portare alla luce qualche cosa di nuovo di questo straordinario personaggio, così inconsueto e fuori da ogni canone da poter dire di lui che l’unico comportamento prevedibile era la sua imprevedibilità. Proprio per questo, cioè per comprendere gli scopi di questo libro, sono dell’opinione che una volta tanto la lettura della quasi sempre negletta introduzione sia da considerarsi indispensabile, perché altrimenti si corre il rischio di perdersi nei meandri di parole, ritraendo impressioni che assai facilmente non risulterebbero in linea con gli intenti del curatore. Ma è mio dovere effettuare un’ulteriore premessa: D’Annunzio come autore e come personaggio non rientra nel mio sentire. Lui era troppo “tutto e il contrario di tutto”, io sono fermamente coerente, lui era genio dell’inventiva, io sono teso a una costante razionalità volta a conseguenze deduttive. Siamo cioè nettamente agli antipodi, ma ciò non toglie che D’Annunzio mi abbia comunque sempre interessato e l’abbia visto e continui a vederlo come uno che avrebbe potuto segnare una svolta nell’evoluzione dell’umanità e che invece non la realizzò. Visse in un’epoca caratterizzata da una degenerazione del parlamentarismo assai simile all’attuale, un mondo in disfacimento a cui il vate pescarese intendeva contrapporre una Vita nova, un ideale appena abbozzato, basato su alcune caratteristiche del socialismo, ma più imparentato con l’anarchia, e quindi inconcludente e destinato all’insuccesso, come provò anche l’esperienza fiumana. Per certi aspetti tendente a un comunismo di tipo sovietico (e la copertina ci mostra un D’Annunzio-Lenin che arringa le masse), ma senza la dittatura tipica del marxismo-leninismo, e quindi irrealizzabile, portato a un fiero nazionalismo, frutto di un sentimento patriottico intriso di retorica, D’Annunzio, tuttavia, non può essere considerato né un precursore, né un sostenitore del fascismo, movimento più reazionario che rivoluzionario. Ma l’ambiguità dell’uomo fu tale che non solo non avversò il fascismo, ma vi giunse a patti, in modo tale che ne ottenne benefici per un suo silenzio-assenso. Certamente vero invece fu il fatto che Mussolini e il fascismo fecero propri alcuni motti e simboli di D’Annunzio, sempre con il tacito consenso dell’interessato. Insomma, per dirla breve, fu uno che seppe tenere i piedi in più scarpe, per ovvi vantaggi personali, in primo luogo per soddisfare quell’eterna sete di denaro necessario a una vita fin troppo dispendiosa. Ecco, grazie a questo libro e al lavoro di Cannone, si hanno ulteriori tasselli per delineare la personalità non certo semplice di D’Annunzio, di volta in volta intellettuale, letterato, guerriero, politico, idealista e amante della bella vita, una poliedricità di comportamenti che se hanno fatto di lui uno dei protagonisti di quel periodo di tempo che va dalla seconda metà del XIX secolo fino a quasi l’inizio della seconda guerra mondiale, pur tuttavia finiscono con il limitare le possibilità di un giudizio compiuto, ancor oggi basato, almeno a livello popolare, su pochi elementi eclatanti e quasi sempre inesatti. Quindi, cercare di comprendere chi fu è restituire alla storia e alla memoria un ulteriore contributo di verità, che deve andare oltre qualsiasi grado di giudizio; in questo senso sono dell’opinione che Manuale del rivoluzionario possa essere di non poco aiuto.

4 / 5

by Renzo

Posted on 18/04/2013 time: 18:57
Ancient Stones Ancient Stones
If someone were to ask me news about the goodness of this book, I couldn't talk about it that well. Who wants to know more about the prehistory of Sicily, this essay is for him! Dynamic, flowing, perfect, well packaged in terms of editorial text, the essay is a mine of scientific information. Through a clear archaeological overview of the Sicily, the book discloses one of the big news that the island has registered in recent years: the presence of dolmens of small size, present in most areas of the Mediterranean, that even more includes the Sicily to the center of the European Prehistory. If you added the unusual simplicity of language and the brevity of the speech (limited exclusively to the new data), I can certainly say that it's a text for everyone, researchers and ... apprentices. Måns Strömvik (Sweden)

5 / 5

by John

Posted on 18/04/2013 time: 16:30
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La poesia di Vasco Rossi. Una interpretazione

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